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Tecniche pittoriche:
soprammissione, accostamento e fusione

La classificazione delle tecniche pittoriche proposta da ARTEnet nasce dall’esperienza diretta maturata nel metodo della Riproduzione Scientifica, che unisce ricerca storica, sperimentazione pratica e osservazione diagnostica.tomba di Nefertari esempio di stesura per sovrapposizione

Questa sistematizzazione — articolata in tre categorie principali e nove sottocategorie — rappresenta un contributo originale alla comprensione dei procedimenti artistici, in quanto traduce in un linguaggio coerente le diverse modalità operative individuabili nella pittura: sovrapposizione, accostamento e fusione.

All’interno di questa struttura trovano posto anche la classificazione delle vernici  e delle tecniche del disegno, sempre analizzate secondo criteri scientifici e sperimentali.

Il metodo ARTEnet si distingue così per la sua capacità di connettere i dati della ricerca tecnico-artistica con l’esperienza pratica, fornendo uno strumento di lettura unificato per lo studio e la ricostruzione delle tecniche pittoriche dei maestri antichi e moderni.

Le tecniche di stesura del colore – Introduzione

Parlare di tecniche pittoriche significa entrare nel cuore stesso del fare artistico. Ogni epoca e ogni tradizione hanno sviluppato metodi diversi, spesso legati ai materiali e al legante utilizzato: tempera a uovo, pittura a olio, acquerello, pastello, affresco e molte altre soluzioni che hanno dato vita a risultati espressivi inconfondibili.

Accanto a questa distinzione classica, esistono però criteri altrettanto significativi che riguardano più direttamente le modalità di applicazione del colore: la natura della pennellata, il tipo di supporto scelto, il rapporto tra fondi chiari e scuri, fino alle diverse possibilità di sovrapposizione, accostamento o fusione delle tinte.

L’articolo che segue prende in esame proprio questi aspetti pratici e operativi, mostrando come abbiano inciso in modo determinante non solo sulla resa tecnica, ma anche sull’evoluzione degli stili pittorici.

Cos’è la soprammissione

Nella pittura la soprammissione consiste nell’applicare i colori uno sopra l’altro, in genere su una superficie già asciutta (“bagnato su asciutto”). In epoca medievale questa modalità era quasi sempre coprente: grandi campiture uniformi delimitate da contorni netti, con l’uso delle cosiddette “terne di colore” (tinta base, ombra e luce) per simulare il modellato.

Stesura del colore - Trasparente/coprente

Con il tempo la soprammissione ha sviluppato anche una versione trasparente: la velatura. Strati sottilissimi di colore trasparente intensificano o modificano i toni sottostanti creando effetti luminosi tipici dell’acquerello e della pittura a olio.

Una terza via è la soprammissione mista, che combina strati coprenti e trasparenti per ottenere tinte vibranti e profonde. La sfumatura può essere raggiunta alleggerendo l’impasto, aumentando la diluizione o togliendo colore dalla superficie senza fondere i toni. Questa tecnica, molto flessibile, è stata ripresa anche nel Novecento per creare campiture monocromatiche o blocchi di colore che si distaccano dalla rappresentazione realistica.

Come funziona l’accostamento

L’accostamento prevede di collocare i colori uno accanto all’altro senza mescolarli. La percezione finale nasce dalla lettura visiva dell’insieme. Le modalità più note sono il tratteggio, i puntini e la macchia.

Stesura del colore - Accostamento - Macchia

Il tratteggio – linee sottili e parallele – è stato usato dal Medioevo fino ai divisionisti e futuristi per modulare gradazioni cromatiche e chiaroscuro. Il puntinismo (Seurat) utilizza piccoli punti di colore che da lontano si fondono nell’occhio dello spettatore, creando vibrazioni luminose che influenzeranno artisti come Van Gogh e persino Lichtenstein. La macchia – pennellate larghe e piatte – è invece tipica dei Macchiaioli, degli Impressionisti e dei Fauves, e sfrutta la giustapposizione di tinte pure per rendere volumi e profondità.

Tecniche affini includono il cloisonnisme (colori piatti delimitati da contorni netti) e il tachisme (macchie informi che diventano esse stesse soggetto dell’opera). In tutti questi casi l’accostamento crea un ritmo visivo e materico che definisce lo stile.

La fusione dei colori

La fusione è l’opposto dell’accostamento: i colori sfumano l’uno nell’altro creando passaggi morbidi e continui. Si ottiene soprattutto con la pittura ad olio “bagnato su bagnato” ma non solo.

Stesure di colore-Fusione-Mosaico

Le principali modalità includono la “fusione a tessera”, cioè sovrapporre pennellate parallele lasciando che il colore si amalgami sul dipinto; la “fusione a mosaico”, con piccoli tratti accostati e poi sfumati lungo i bordi per gradazioni precise; e la “fusione a pressione”, dove l’impasto di colore viene schiacciato su strati ancora umidi, producendo effetti materici ed espressivi (usata da Van Gogh e dai fiamminghi).

Questa tecnica consente di ottenere transizioni cromatiche delicate, modellati realistici e pennellate dense e vibranti, diventando la base per gran parte della pittura naturalistica occidentale.

Combinazioni di tecniche pittoriche

Nella pratica pittorica reale queste tre modalità raramente sono pure. Spesso un artista usa velature sopra un accostamento di macchie, o fonde i toni dopo averli giustapposti. La scelta delle combinazioni influisce in maniera decisiva sul carattere e sullo stile dell’opera.

Manfredi Faldi,  Firenze 2024

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Approfondimento

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Riferimenti bibliografici

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