Fotografia in luce visibile

Fotografia in luce visibile

La possibilit? di ottenere immagini variate e diversamente significanti da uno stesso dipinto ? legata a vari fattori: le caratteristiche dell’oggetto da indagare, il variare della direzione di illuminamento, la diversa natura della radiazione rilevate e il rapporto di ingrandimento con il quale l’oggetto pu? essere indagato. Nel caso dell’uso non convenzionale di una normale sorgente luminosa, si pensi alle infinite variabili in cui pu? apparirci un qualsiasi oggetto illuminato con incidenze diverse. Nella realt? specifica di un dipinto ? possibile accentuare le differenze di andamento della superficie ricercando l’angolo di osservazione dal quale si possa ottenere un riflesso speculare della zona interessata, come spesso avviene, quasi automaticamente, quando un dipinto viene sollevato per una osservazione ravvicinata; ma esiste un’altra possibilit?, ingiustamente trascurata, di indagare l’opera variando semplicemente la posizione della sorgente luminosa: si tratta dell’esame in luce trasmessa o transilluminazione.


Fotografia in luce trasmessa

Fotografia in luce trasmessa

Utilizzando un fascio di luce che attraversi un dipinto su tela posto tra la sorgente luminosa e l’osservatore, si potranno ottenere varie informazioni sia sulla preparazione che sulla disomogeneit? degli strati pittorici, individuando la presenza di eventuali realt? sottostanti alla superficie visibile. Molto semplicemente si eviter? cos? il ricorso ad altri esami, le cui informazioni non saranno necessariamente pi? precise solo perch? ottenute con metodi pi? sofisticati. Apparir? d’altronde ovvio constatare, qualora il supporto o la preparazione non consentano una trasmissione delle radiazioni luminose, come il ricorso all’infrarosso o alla radiografia ai raggi X potr? rivelarsi indispensabile per acquisire una certa serie di informazioni.


Craquelure in luce radente

Craquelure in luce radente

Craquelure di invecchiamentouce trasmessa

Craquelure in luce trasmessa

La transilluminazione consiste quindi nell’illuminare il dipinto dal retro e osservare il comportamento delle radiazioni che riescono ad attraversare i suoi strati. Logicamente i limiti dati da alcuni supporti sono insuperabili e spesso anche nei dipinti su tela, dove non ? raro incontrare una notevole trasparenza, la luce non riesce a oltrepassare gli strati. Bisogna tuttavia considerare anche quest’ultimo caso come una informazione importante poich? ? indicativo della presenza di una preparazione spessa e colorata. La tela, anche se di notevole spessore o gi? rintelata, ha una parziale trasmissione alla luce e lo strato pittorico, data la trasparenza dei leganti e di alcuni pigmenti, difficilmente riesce a bloccarla completamente.

I casi di opacit? della preparazione in luce trasmessa riservano per? spesso sorprese inaspettate: una accentuata craquelure di invecchiamento potr? manifestare con estrema chiarezza l’andamento e il variare della larghezza del suo reticolato.


Una toppa incollata sul retro di un’opera generalmente maschera una lacerazione o uno strappo nel supporto, la luce trasmessa pu?, in questi casi, essere di aiuto nel valutare l’estensione e la forma del danno.

Estensione del ritocco

? Estensione del ritocco

Estensione del danno in luce trasmessa

Reale estensione del danno


Estensione lacune e ritochi

Estensione lacune in luce trasmessa a confronto con la fluorescenza UV

Un ritocco, in transilluminazione, pu? nettamente delinearsi come macchia scura quando il suo spessore, o i materiali di cui ? composto, sono pi? opachi alla luce di quanto non lo sia il colore originale. Sono tuttavia pi? frequenti i casi in cui l’aggiunta risulta pi? trasparente, accade allora che le zone di maggiore luminosit? indichino non tanto l’estensione del ritocco, dato che in parte questo pu? sovrapporsi allo spessore della pittura originale risultando ancora pi? opaca, quanto quelle della mancanza sottostante. Il confronto delle informazioni ottenute con altri esami – ed in particolare con la fluorescenza ultravioletta- ? in questo caso assolutamente indispensabile poich? spesso parti di pittura fortemente abrase, ovvero ridotte fortemente come spessore, cos? come stesure originali eseguite con materiali a basso potere coprente, possono prendere una forte trasparenza.


Studio della pennellata in transilluninazione

Studio della pennellata

Naturalmente lo spessore dell’impasto pittorico far? schermo alla trasmissione dei raggi, cos? come vi saranno pigmenti pi? o meno trasparenti. Saranno questi due aspetti a dare il contrasto all’immagine la cui lettura potr? fornirci utili indicazioni sullo studio della tecnica dell’artista: uso di impasti pi? o meno densi, sicurezza nel maneggio del pennello, riprese e rielaborazioni di parti dell’opera, rivelandosi un valido supporto nel momento critico di attribuzione di un’opera.
In quest’ultimo caso ? doveroso insistere sulla necessit? di un confronto con immagini dello stesso autore, riprese nelle stesse condizioni di illuminazione, e insistere, perci?, sulla necessit? di un ampio archivio diagnostico, di opere sicuramente certe al quale sia possibile fare riferimento.


Tecnica di ripresa

Tecnica di ripresa

Da un punto di vista tecnico l’esame non richiede particolari attrezzature ma soltanto alcuni accorgimenti e una certa cautela perch? il dipinto non rischi di essere danneggiato. Un fascio di luce condensato sul retro di un’opera tende a produrre un notevole riscaldamento anche in tempi piuttosto brevi: un ventilatore dovr? quindi essere posto vicino all’opera, comunque illuminata soltanto per il breve periodo necessario per eseguire la fotografia.
Una valida alternativa ? in questo senso costituita da una lampada a fibre ottiche, sia perch? adattissima nel delimitare il fascio evitando luci parassite che illuminerebbero la superficie dell’opera, sia perch? esente dalla possibilit? di riscaldare la parte illuminata.

Manfredi Faldi – Claudio Paolini

artisEstratto da: Artis (Art and Restoration Techniques Interactive Studio), Direzione scientifica: Manfredi Faldi, Claudio Paolini. Cd Rom realizzato da un gruppo di istituti di restauro europei, coordinati dall?Istituto per l?Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, con il determinante contributo della Commissione Europea nell’ambito del programma d’azione INFO2000.

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