Caravaggio – Stratigrafia

Caravaggio Giuditta e Oloferne

Caravaggio Giuditta e Oloferne

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Supporto
tela di lino romano con tramatura media semplice, regolare, di 7X7 fili per centimetro quadrato (raramente Caravaggio ha utilizzato anche tele ad armatura “saia”, di andamento diagonale, detta “tela olona”)

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Colla animale

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Preparazione
leggera e flessibile di colore bruno-rossastro, a base di terre disciolte in olio (mestica)

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Incisioni
che fissavano i punti cardinali dell’impianto compositivo, eseguite a mano libera con il manico del pennello o con un punteruolo

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Abbozzo
pennellate rapide e sciolte di colore ad olio che definiscono in ogni particolare la composizione. Il dipinto è costruito con la pasta del colore e non per strati (tecnica degli impasti a corpo)

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Strato pittorico

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Stesure finali
lumeggiature a tempera ad uovo, finiture e leggere velature brune o nere

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Vernice
spesso strato di resina naturale mescolata a bitume

Caravaggio (Soprannome di Michelangelo Merisi) –  Caravaggio o Milano 1571 ca. – Porto Ercole 1610 – Giuditta e Oloferne  – 1597 circa – Olio su tela, 145×195 cm – Gallerie nazionali d’arte antica, Palazzo Barberini, Roma